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A. Tognina: Gli operai del Bernina

 

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Autor(en):
Titel:Gli operai del Bernina: storia sociale di un cantiere ferroviario
Ort:Poschiavo
Verlag:Società Storica del Val Poschiavo
Jahr:
ISBN:978-3-85637-393-1
Bemerkungen:+DVD
Umfang/Preis:152 p.

Alessandro Moreschi
E-Mail: </>

Ripercorrere la ferrovia del Bernina attraverso i passaggi di una storia dimenticata credo sia efficace e interessante per due motivi. Il primo è senza dubbio il riconoscimento di un’opera coraggiosa, di riscoperta, metaforicamente molto vicina al lavoro umano e meccanico della rimozione della neve dai binari descritta nel libro-DVD. Il secondo è un certo godimento estetico: lo stesso esercizio di piacere immaginativo al quale lo storico deve necessariamente lasciarsi andare se vuole «aprire nuove vie» per interrogare il passato. Del resto, il libro ci restituisce in modo eloquente la percezione di un’opera ammirata da viaggiatori, professori e fotografi per il suo portato tecnico e naturalistico, per la maestosità dell’impresa. La dimensione estetica di questo «prodigio della tecnica» legato alla montagna ha in qualche modo determinato lo sviluppo dell’industria turistica ed è parte integrante del riconoscimento UNESCO. un patrimonio dell’umanità appunto, al quale però mancava una delle componenti costitutive: quella storica.

Il libro di Andrea Tognina, realizzato con l’importante collaborazione di Véronique Schegg e Ruedi Bruderer, si concentra sugli aspetti relativi al lavoro, ma a partire dall’intreccio tra gli interessi finanziari transnazionali e le realtà locali di Valtellina e Grigioni. Mantenendo sempre sullo sfondo questi aspetti l’autore ricostruisce gli elementi di socialità dei numerosi cantieri che interessarono l’opera. Fonti d’archivio, pubblicistica aziendale, quotidiani locali e nazionali e alcuni preziosi diari personali, nonché qualche testimonianza orale, forniscono al lettore piú attento un importante percorso metodologico che attraversa l’intera tratta ferroviaria, da Tirano a Sankt-Moritz. La ricostruzione che ne consegue è densa di elementi significativi quali: il numero di operai impiegati nei diversi tratti, le ore giornaliere di lavoro, l’allogamento e il vitto della manodopera, ma anche l’età degli operai, la loro provenienza e il carattere stagionale degli impieghi. Il tutto è arricchito dalle informazioni sugli aspetti salariali, sulle modalità di reclutamento die lavoratori, sul rapporto tra maestranze e quadri (ingegneri e capomastri); due capitoli sono dedicati agli incidenti sul lavoro, alla conflittualità e all’organizzazione operaia. Anche l’importante ricostruzione delle fasi di svolgimento dell’opera, le modifiche occorse sulla tratta e i diversi interventi finanziari e imprenditoriali contribuiscono a definire meglio il quadro storico che si snoda tra la fine del xIx secolo e gli anni Settanta del Novecento (attraverso la ricostruzione degli incidenti sul lavoro), anche se il periodo maggiormente trattato è quello che riguarda i primi anni del xx secolo, fino al primo conflitto mondiale.

La storia sociale del cantiere ferroviario del Bernina che riemerge grazie a questo lavoro è un tassello fondamentale per comprendere non solo la portata «patrimoniale», cosí come viene interpretata dall’UNESCO, ma anche per studiare e comprendere il secolare rapporto tra l’uomo, le sue comunità, i suoi artefatti e la montagna. uno spazio complesso, cosí come ci è stato descritto da Braudel, le cui dinamiche storiche avrebbero spesso segnato soprattutto linee di fuga verso pianure e città. Tuttavia, in questo libro tali dinamiche sembrano invertirsi, intrecciandosi ai processi di industrializzazione e di modernizzazione di un’area a cavallo tra Lombardia e Grigioni che diviene cosí un’autentica regione di frontiera, in cui la presenza fisica e culturale della montagna detta i ritmi e i modi di sviluppo.

Restituire a «un prodigio della tecnica», progettato da ingegneri e finanziato dalle élite bancarie transnazionali, un’iscrizione paesaggistica fatta di braccia, mani e sangue di migliaia di lavoratori migranti montanari è di per sé ammirevole. Quando tale lavoro è segnato da un certo rigore metodologico, l’opera ammirevole diventa anche un punto di riferimento per lo studio dei processi d’integrazione e modernizzazione dell’ambiente alpino.

In particolare, colpisce l’importante ricorso ai documenti fotografici e l’impostazione stessa del libro, concepito come una sorta di «album storico»: una coinvolgente carrellata di immagini a tratti sensazionali (come non rimanere colpiti da chi spala neve in maniche di camicia?) che ricalca coerentemente l’impatto visivo e paesaggistico che rappresenta l’opera ferroviaria del Bernina. In un certo senso, i paesaggi mozzafiato di Poschiavo e del lago della Scala, si animano e prendono corpo attraverso le immagini di lavoratori intenti a cavar pietre, a erigere muri, o semplicemente in posa di fronte alle gallerie.

Il DVD «Fatiche al Bernina», che accompagna il libro, è il frutto di un’intervista ad un macchinista contemporaneo tra nevi e ricordi perenni e completa in modo audiovisivo la delicata ricostruzione degli incidenti e delle difficoltà invernali. Gli operai del Bernina è un’opera storiografica importante e accattivante perché ci insegna a leggere oltre il paesaggio e a ricordarci le fatiche e le passioni che si celano dietro ai patrimoni dell’umanità.

Zitierweise Alessandro Moreschi: Compte rendu de: Andrea Tognina, Gli operai del Bernina: storia sociale di un cantiere ferroviario, Poschiavo, Società Storica Val Poschiavo – Coira, Desertina, 2010. Première publication dans: Archivio Storico Ticinese, Nr. 150, 2011, p. 321. <http://hsozkult.geschichte.hu-berlin.de/infoclio/id=19407>
 
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